La scuola e i progetti educativi

Malcom X disse “La scuola è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo”.

È indiscusso il valore della scuola nella società perché i grandi cambiamenti passano necessariamente in questi edifici. È qui che un bambino diventa grande, incomincia a capire quello che è giusto e quello che è sbagliato, quello che si può fare e quello che invece non si può fare.

Nel prossimo mandato mi piacerebbe introdurre nelle scuole di zona 6 dei corsi da tenere sia nelle aule che all’aperto, capaci di spiegare ai bambini i valori del bene comune, dell’ambiente e del rispetto reciproco. Zona 6 potrebbe diventare una “zona pilota” capace di creare un modello di istruzione esportabile negli altri quartieri di Milano. I temi che si possono affrontare sono molteplici e possono essere:

  • Alimentazione: mangiare bene, ma anche il valore del cibo che non deve essere sprecato, e l’importanza della filiera corta e del rispetto dei cicli stagionali.
  • Salute: far capire ai bambini, ma soprattutto agli adolescenti, che fumare, fare uso di droghe e abusare di alcool non solo non è “figo”, ma è anche estremamente pericoloso per il proprio organismo.
  • Ambiente: Sensibilizzare i ragazzi sui temi quali lo spreco delle risorse, la gestione dei rifiuti e la necessità di considerare tali materiali come beni recuperabili e non più come scarto; approfondire il tema del rispetto del territorio, educando i giovani ad averne cura.
  • Diritti: è fondamentale far capire ai bambini che tutti gli esseri umani sono uguali e che non ci deve essere discriminazione di alcun tipo. Attenzione particolare va al tema del rispetto della donna, che non deve essere più vista come “sesso debole”, ma che è perfettamente alla pari dell’uomo, in ogni mansione e in ogni competenza.
  • Educazione civica: Spiegare ai bambini l’importanza della cittadinanza attiva, in contrapposizione alle tante forme di menefreghismo o connivenza, mali molto diffusi in Italia. Far capire, quindi, che la città è un bene di tutti e che dobbiamo tutelarlo come se fosse nostro. Ad esempio,si potrebbe spiegare ai ragazzini la differenza tra arte e tag sui muri, aiutandoli a stimolare la loro creatività nel rispetto del bene pubblico e privato. Insieme alle associazioni artistiche sparse nella zona, sarebbe bello indirizzare verso queste realtà i ragazzini interessati, in modo da accompagnarli verso una crescita artistica e personale.

Tutte queste attività devono essere affrontate coinvolgendo le istituzioni, gli insegnanti e i genitori con l’aiuto di esperti o di  futuri professionisti prestati dal mondo accademico,  come studenti universitari o tirocinanti che si stanno avviando verso il mondo del lavoro. Teniamo conto che ogni scuola mostra esigenze differenti,  per cui  è necessario immaginare attività preparate su misura

Non possiamo sottrarci da questo impegno, poiché sensibilizzare le future generazioni su tematiche così importanti di interesse collettivo è fondamentale per indirizzarle  verso un comportamento più sostenibile e rispettoso di tutti.