La Sicurezza

La sicurezza è uno dei temi cardine di ogni città. Una città densa e con tante persone di diversa cultura, etnia, religione, comportamenti, non è solo una grande ricchezza, ma, purtroppo, anche fonte di incomprensioni, paura e pericolo, a volte ingiustificato.

Il tema sicurezza l’ho sempre concepito in tre macrogruppi:

  • Criminalità organizzata: la più pericolosa, ma anche la meno percepita
  • Microcriminalità
  • Percezione del pericolo

Milano contro la mafia

La Giunta Pisapia ha condotto un percorso esemplare contro le infiltrazioni mafiose e contro tutte quelle aziende che in diversi settori (edilizia, ortofrutticolo, ecc) hanno cercato di portare avanti affari poco leciti. Expo è stata la dimostrazione di come abbia funzionato bene la giunta Pisapia e l’amministrazione di Beppe Sala. Come disse Falcone “là dove ci sono i soldi, arriva la mafia”; affermare quindi che “la mafia non esiste” significa fare solo un favore alla criminalità organizzata, perché è nel silenzio che lei lavora: In diversi settori la criminalità organizzata ha cercato, cerca e cercherà anche in futuro di entrare e trarne guadagno. Compito di una buona amministrazione è portare avanti un continuo controllo in modo da scovare immediatamente queste infiltrazioni e intervenire per eliminarle.  Così è successo per Expo e durante i 5 anni di amministrazione Pisapia, compresa la confisca di diversi immobili sottratti alla criminalità organizzata e reinseriti nel mondo legale.

Lotta alla criminalità di strada

Nonostante quello che si vuol far credere da alcune parti politiche, Milano non è una città più insicura delle altre. Il “fattore paura” attira sicuramente voti da parte degli estremisti o fa vendere più giornali, ma bisogna fare un ragionamento obiettivo del problema affrontandolo incessantemente su molteplici versanti:

  • Valorizzare la capacità di ogni cittadini di segnalare problemi e necessità di intervento immediato – dalla buca in strada al rifiuto abbandonato, sino al crimine in atto – attraverso semplici applicazioni per smartphone che consentono di entrare in contatto diretto con i giusti referenti all’interno della pubblica amministrazione (tratto dalle proposte di Beppe Sala).
  • A Milano la sicurezza deve essere un diritto di tutte e tutti. Soprattutto per quanto riguarda giovani, anziani e donne, va aumentato l’investimento sul fronte della prevenzione: corsi di formazione,maggior presidio dei luoghi pubblici in orari notturni, tariffe speciali per i taxi e carsharing notturni,applicazioni che consentono l’auto-organizzazione tra cittadini e la mobilità condivisa. Maggiori controlli sulle linee di trasporto pubblico più critiche, proponendo la reintroduzione della figura del bigliettaio sulla linea 90-91.
  • Nella città c’è un patrimonio di telecamere immenso. Queste sono di proprietà comunale, ma molte di privati come banche, condomini, aziende, negozi. Coordinare in modo integrato questo patrimonio significa ampliare notevolmente la capacità di prevenzione o di individuare i criminali.

Sentirsi sicuri

Spesso il pericolo non c’è, ma buio, incuria e persone “poco raccomandabili” posso suscitare nelle persone un senso di pericolo molto forte.

Questo fattore non è da sottovalutare perché spesso un quartiere in realtà sicuro può suscitare sensazioni opposte. Anche in zona 6 si presenta il problema. Sono quindi necessarie diverse azioni:

  • Migliorare il decoro urbano, attraverso interventi puntuali per potenziare l’illuminazione stradale e la qualità dello spazio pubblico, da individuare insieme alla collaborazione dei cittadini.
  • Maggior presidio del territorio con forze dell’ordine effettivamente presenti in strada
  • Nell’ottica di favorire un maggiore presidio sociale del territorio e maggiori opportunità di vivere la città, guardiamo con favore a tutte le forme di semplificazione delle procedure che consentono di organizzare iniziative pubbliche e private (manifestazioni, concerti, incontri, dibattiti, fiere di strada) e alla possibilità di introdurre orari più flessibili per negozi, ristoranti, bar e locali notturni.
  • Sostegno alle persone che purtroppo vengono viste come “poco raccomandabili” ma che spesso hanno solo bisogno di una mano per reinserirsi nella società.

La sinergia di queste azioni può avviare un circolo virtuoso: se la gente si sente al sicuro, esce di casa più volentieri per vivere il quartiere; allo stesso modo maggiore è la frequentazione di uno spazio, più questo diventa sicuro e vivibile